Il ridimensionamento salverà l’alleanza tra gruppo PSA e Dongfeng Motor in bilico?

La capacità produttiva, oggi scarsamente utilizzata in Cina, calerà da quattro a due impianti. Nel rilancio ruolo importante per la piattaforma e-CMP, che dovrà puntare su modelli puri elettrici

La ristrutturazione drastica del partenariato tra gruppo PSA e gruppo pubblico Dongfeng, che aveva dato vita ad una ambiziosa joint-venture franco-cinese con numerose sedi a Wuhan, ha in questa settimana un momento cruciale, con la sospensione della produzione in alcuni degli impianti collocati nella provincia di Hubei.

DPCA (Dongfeng Peugeot- Citroën Automobile) da mesi appariva uno dei grandi malati del mercato cinese dell’auto insieme a Ford e Hyundai. Dopo aver raggiunto il picco di produzione nel 2016 con 700.000 veicoli sfornati dai quattro impianti comuni, il totale era sceso a 255.000 nel 2018. Appena 63.000 nei primi sei mesi di quest’anno, con le perdite che nell’ultimo anno e mezzo hanno superato i 6,2 miliardi di yuan, un po’ meno di €800 milioni.

Dopo indiscrezioni delle agenzie internazionali Bloomberg e Reuters, secondo quanto pubblica la testata di Shanghai Yicai Global, ora la joint venture si sta preoccupando di ridurre da 8.000 a 5.500 i dipendenti entro fine anno, che scenderanno ancora a circa 4.000 entro il 2022.

Il primo degli impianti costruiti dai due partner sarà rimesso in mano al governo provinciale che punta a rivenderlo, con istituzioni e gruppi auto che si divideranno l’attivo dell’operazione una volta conclusa la cessione.

Secondo i piani, ancora non diffusi ufficialmente, la maggior parte della forza lavoro di DPCA che ora appare superflua per il flop delle vendite della joint venture sarà riallocata in altre sussidiarie di Dongfeng Motor. Malgrado i cattivi risultati dell’operazione franco-cinese è ancora uno dei gruppi auto in miglior salute sul maggior mercato asiatico.

E soprattutto, essendo un gruppo pubblico, viene tenuto dai vertici politici nazionali per quanto possibile al riparo dall’eventualità di scossoni e tensioni sociali.

Il gruppo Dongfeng è partner anche dell’Alleanza franco-giapponese, ma le difficoltà non comportano che debba completamente abbandonare i rapporti con i francesi di sponda PSA. Secondo la stampa nazionale, i modelli prodotti dalla più modesta nuova joint venture saranno in numero inferiore e più adatti al mercato cinese, a cominciare dai prezzi.

In questo ambito l’alleanza tra gruppo PSA e Dongfeng rende di estrema attualità la collaborazione per la produzione incentrata sulla piattaforma elettrica e-CMP, presentata pubblicamente nell’estate 2016.

A nessuno può essere sfuggita negli scorsi mesi l’iperattività delle marche che fanno a capo a PSA, che hanno annunciato una dopo l’altra gli arrivi imminenti sul mercato europeo di modelli basati su quel pianale: come le nuove Peugeot e-208 ed e-2008 e la Opel Corsa-e.

Dongfeng Motor finora è stata sostanzialmente una comparsa nel vivace scenario cinese delle auto elettriche. L’unico modello elettrico puro che figura tra i primi 20 nella classifica delle auto a zero emissioni più gradite è la berlina Fengshen E70 EV che nel primo semestre 2019 ha trovato 8.622 clienti (3.525 dei quali a giugno, mese nel quale c’è stata la corsa frenetica all’acquisto prima della scadenza di una serie di incentivi).

La diffusione di nuovi modelli, a cominciare da alcuni elettrici francesi che come abbiamo visto arriveranno anche in Europa, appare un passo essenziale per restituire vivacità alle linee di montaggio. Linee che ultimamente rivelavano una capacità di utilizzo critica, scesa ad appena il 22%, secondo un articolo pubblicato dal China Daily.

In altri termini, ammesso che difficoltà interne maggiori non comportino presto la necessità di risorse urgenti, la presenza di Dongfeng nel capitale del gruppo PSA, che oggi si attesta ad una quota del 12,2% e per il gruppo cinese potrebbe valere circa due miliardi e mezzo di dollari, potrebbe rivelarsi tanto opportuna quanto più chiaro e netto sarà il successo delle auto elettriche basate sulla piattaforma e-CMP, e viceversa essere ritenuta superflua se questo non sarà il caso. Aprendo nuove opzioni per PSA nel gioco delle alleanze globali nell’automotive.


Credito foto di apertura: Groupe PSA Direction de la communication