Quanto vale davvero Argo AI, chiave di volta del prossimo accordo tra Volkswagen e Ford?

La startup di Pittsburgh ha sempre avuto un percorso di basso profilo sviluppando sistemi di guida autonoma e mappe HD, ma il suo progetto Argoverse fa intravedere il valore non dichiarato

Domani con ogni probabilità scopriremo i dettagli dell’accordo a lungo meditato e preparato tra Volkswagen e Ford che dovrebbe condurre ad un approfondimento della collaborazione iniziata tra i due gruppi lo scorso gennaio (limitata ai veicoli commerciali), un approfondimento incentrato sullo scambio tra tecnologia elettrica e tecnologia della guida autonoma.

Tra i due maggiori componenti dello scambio senza dubbio il più noto e già adeguatamente approfondito è la piattaforma elettrica modulare MEB, la dote che metterà nell’accordo Volkswagen e a cui potrà attingere Ford. Molto meno noto finora, almeno ai non addetti ai lavori, è invece il potenziale della società che sviluppa sistemi di guida autonoma (controllata da Ford) Argo AI, e al quale potrà in futuro attingere il gruppo tedesco.

Sappiamo ormai che Volkswagen ha diviso il proprio percorso da Aurora Innovation, una concorrente di Argo AI che nel frattempo ha trovato un altro cliente in FCA. Poiché la reputazione dello staff che sta dietro ad Aurora è cristallina, che i tedeschi abbiano deciso di lasciarla per Argo AI suscita curiosità, perché fa pensare che a Wolfsburg non abbiano voluto scambiare la piattaforma MEB con qualcosa di mediocre valore.

È quindi il momento di chiedersi quanto valga Argo AI, e si tratta di una domanda la cui risposta a Wolfsburg è stata certamente sviscerata a lungo. Qui non vogliamo rispondere con le cifre, anche se la valutazione Ford si attesta nell’orbita dei $4 miliardi e quindi è già in grado di dare un quadro del ruolo che la startup americana potrà avere nel futuro.

La domanda potrebbe quindi essere: quanto vale quello che Argo AI è in grado di fare? Per cercare di farsi un’idea, secondo chi scrive può essere utile guardare a un lavoro che i tecnici dell’azienda hanno presentato ufficialmente a giugno alla CVPR di Long Beach (la Conference on Computer Vision and Pattern Recognition organizzata dall’IEEE): Argoverse.

Si tratta di un dataset pubblicato sotto licenza Creative Commons e ricavato da dati raccolti sui veicoli da sensori laser e sette camere e progettato per finalizzare compiti di percezione nei veicoli autonomi, inclusi tracciamento 3D e previsione del movimento.

Nella comunità che sviluppa programmi e sistemi Argoverse è subito stato accolto con vigoroso favore perché si tratta del più esteso set di dati del suo genere, che consentirà di sperimentare a fondo sia nel campo della raccolta di dati (percezione) che nella predizione, che ha a che fare con comportamenti e reazioni.

Quello che rende Argoverse un po’ speciale secondo Oliver Cameron (non un signor nessuno ma il fondatore della startup Voyage, che si è subito dichiarato entusiasta dell’iniziativa) sono le sue mappe HD, perché di solito i set di dati di rado includono mappe HD, figuriamoci quando come in questo caso sono due (Miami e Pittsburgh).

Il set di dati reso pubblico da Argo AI popola le mappe tridimensionali di ben 11.319 oggetti distribuiti su 113 segmenti di durata compresa tra 15 e 30″. (credito immagine: blog Argo AI)

Argoverse invece comprende oltre 290 chilometri di percorsi affrontati nelle due metropoli americane in cui operano principalmente le sue auto. Questa inclusione rende particolarmente utile il dataset per le ricerche su percezione e predizione nel campo della guida automatizzata.

Se finora la ricerca soffriva la scarsità di scenari di set di dati basati su previsioni in movimento, Argo AI ha “distillato” dalle ore di guida raccolte 327 sezioni di scenari di guida in movimento, in pratica una “palestra” ideale per “allenare” i sistemi e software dei ricercatori del settore.

Perché questo è di grande aiuto? Perché, analogamente a quello che possono fare gli specialisti di Google (meglio, di Waymo) nel loro ormai celebre centro prove in California, tecnici e programmatori possono in questo modo addestrare i loro modelli di predizione, ovvero cosa faranno nei secondi seguenti auto, pedoni, ciclisti, partendo da dati più attinenti alla realtà e veritieri. Migliori predizioni e corse più sicure di auto a guida autonoma o robotaxi procedono di pari passo.

Per completare le predizioni, gli oggetti o persone vanno tracciate minuziosamente e Argo AI anche in questo ambito con Argoverse è stata generosa: 11.319 oggetti (oggetti che in effetti possono essere…vivi) distribuiti su 113 segmenti con durata compresa tra 15 e 30 secondi.

Per lavorare su algoritmi di percezione sempre più accurati, utilizzare le informazioni che le mappe 3D rendono disponibili al livello di carreggiata o singola corsia è utile per integrare i dati e migliorare il livello di precisione.

Sapere che Argo AI non abbia remore competitive a rendere pubblico un dataset corposo come questo appare un segnale del livello di informazioni proprietarie di grado più sofisticato oggi disponibili per sviluppatori e scienziati della società a suo tempo acquisita da Ford con un esborso di $1 miliardo.

Argo AI non è certo la sola società che ha reso disponibili anche rilevanti porzioni di dati o tool per elaborare i dati, cosa che hanno fatto da Uber a Cruise Automation. La profondità e lo spessore di Argoverse tuttavia sembrano un segnale piuttosto chiaro che l’azienda ha dei numeri da giocarsi, malgrado in passato abbia sempre scelto il profilo basso e evitato ogni tipo di dichiarazione roboante o ricercato spazio sotto i riflettori.

Ma Argoverse non sembra un traguardo: Argo AI ha appena reso pubblico il suo nuovo investimento quinquennale di $15 milioni in un centro ricerche sulle auto a guida autonoma con sede presso la Carnegie Mellon University, in un evidente sforzo di dare altra inerzia alla rincorsa al primato nel settore, per il quale Ford ha promesso entro il 2021 servizi commerciali su veicoli propriamente autonomi.

Nel frattempo dal mese scorso la startup fondata da Brian Salesky ha ufficializzato che i veicoli Ford Fusion Hybrid sui quali sono montati propri sistemi sono arrivati alla terza generazione di sensori, chip, software e mappe in alta definizione. Argoverse, forse, avrà quindi una versione 2.0 e magari a Wolfsburg non avranno alcun motivi di preoccuparsene.


Credito foto di apertura: sito web Argo AI