Toyota inizia i test di una Prius ibrida plug-in equipaggiata con pannelli fotovoltaici Sharp

Il progetto saggerà il potenziale del fotovoltaico nel settore trasporti come mattone per la decarbonizzazione e quanto l’aiuto del sole allungherà l’autonomia della Prius Plug-in Hybrid

Il gruppo Toyota, in collaborazione con Sharp e con l’organizzazione di ricerca a partecipazione mista pubblico/privato NEDO, avvia nella città dove ha sede, Aichi, un progetto-pilota che metterà sulle strade una vettura ricoperta di pannelli solari con l’obiettivo di contribuire ad avviare un nuovo spazio per il settore del fotovoltaico, quello dei trasporti, spingendo soluzioni sostenibili.

Il modello scelto per il progetto pilota è una ibrida ricaricabile Prius PHV (nota su alcuni mercati come Prius Prime e in Italia Prius Plug-in Hybrid) e non è una sorpresa perché su questo modello il primo tetto solare era spuntato nel 2017: un accessorio con celle fotovoltaiche Panasonic in grado di contribuire nel migliore dei casi di 5 chilometri di autonomia aggiuntiva.

Che Toyota insista è interessante perché finora a sottolineare in modo evidente la soluzione dei pannelli solari sui veicoli erano state soprattutto startup. La più nota ora è forse Sion Motors, nata in un garage di Monaco di Baviera e responsabile di una citycar le cui batterie (nelle vetture che presto usciranno presto dalla fabbrica svedese NEVS) saranno alimentate anche da 330 cellule fotovoltaiche montate su pannelli in policarbonato ed in grado secondo la casa di recuperare al cliente fino a trenta chilometri di autonomia giornaliera, secondo l’irraggiamento.

Anche in Italia non mancano progetti, tra i quali spicca quello LIFE-SAVE (Solar Aided Vehicle Electrification) ato da ricercatori dell’università di Salerno e finanziato dal programma europeo LIFE, che ha come obiettivo il passaggio dalla fase prototipale al mercato di un sistema di conversione delle auto convenzionali in veicoli ibridi solari.

Un gruppo con le risorse Toyota ovviamente non ha remore ad andare oltre la fase prototipale per scoprire se il sogno di trasformare direttamente radiazione solare possa essere concretamente di aiuto alla lotta alle emissioni e quanto possa arrivare ad aiutare l’autonomia.

Le celle solari Sharp ad alto rendimento sono del tipo composito a tripla giunzione e vantano una efficienza di conversione del 34%, che in alcune circostanze può crescere ulteriormente. La Toyota ibrida plug-in è avvolta di celle fotovoltaiche a film sottile di circa 0,03 millimetri di spessore che può anche aderire alle parti curve della carrozzeria, dal cofano anteriore a quello posteriore.

La tecnologia fotovoltaica con un output di 860 watt genera abbastanza energia per passare alla piccola batteria della Prius Prime energia sufficiente fino a 44,5 chilometri, o se preferite produce abbastanza per alimentare un piccolo forno a microonde. La parte interessante della cella fotovoltaica thin film che ricoprirà la Toyota è che continua a fornire energia anche quando l’auto sarà in movimento.

In concreto, è stato detto alla conferenza stampa di stamattina in Giappone, considerando un range elettrico di 68 chilometri, se abitualmente il sole allungherà l’autonomia della Prius Plug-in Hybrid questo vorrebbe dire per alcuni clienti di una versione di serie di quest’auto non avere quasi mai la necessità di fare soste alla colonnina di ricarica. Un aspetto particolarmente interessante per la folta platea di chi vive nei condomini e non ha garage o posto auto attrezzato.

Toyota inizia i test di una Prius ibrida plug-in equipaggiata con pannelli fotovoltaici Sharp
Il sole allungherà l’autonomia della Prius Plug-in Hybrid anche grazie al cofano anteriore  ricoperto di celle solari triple-Junction Sharp (credito foto: ufficio stampa Toyota Motor Corp.)

Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.