La nuova generazione dell’intelligenza artificiale sulla Volvo XC90 è servita

La terza edizione di Uber Elevate ha offerto lo spunto per lanciare il SUV Volvo di produzione sul quale sensori, chip e perfino volante e pedali sono pensati in funzione della guida autonoma

Volvo Cars e Uber hanno presentato ieri a Washington un’automobile di produzione con guida autonoma sviluppata congiuntamente, un evento che rappresenta il passo successivo della collaborazione strategica già avviata dai due gruppi.

L’annuncio era collocato in occasione della terza edizione dell’Uber Elevate Summit, la giornata dedicata all’innovazione anche a lungo termine dalla società di San Francisco, e nella quale è stato annunciato, tra le altre novità, l’inizio di consegne sperimentali di pasti e alimentari via drone a San Diego, in collaborazione con McDonald’s.

Il primo accordo tra Uber e Volvo Cars risale all’estate 2016, quando è iniziato lo sviluppo congiunto di soluzioni ingegneristiche trasferite su numerosi prototipi con l’obiettivo di accelerare il processo di sviluppo di vetture con guida autonoma.

Il SUV Volvo XC90 presentato ieri è la prima auto di produzione in grado di fare da se’. A fare gli onori di casa a Washington è stata chiamata la stimata chief scientist dell’Uber Advanced Technologies Group: Raquel Urtasun. Specialista di intelligenza artificiale e docente al Vector Institute di Toronto, si è soffermata sulle tecnologie che permetteranno ai veicoli di guidare per lunghe tratte autostradali anche senza mappe.

Il modello XC90 base è equipaggiato con funzioni di sicurezza essenziali che hanno consentito a Uber di installare a bordo il proprio sistema a guida autonoma con estrema facilità, aprendo la strada all’eventuale futura introduzione di vetture con guida autonoma nella flotta di Uber per arrivare a offrire un servizio di ride sharing anche senza autista, come la concorrente Waymo ha iniziato a fare in Arizona.

Le caratteristiche principali dell’auto di produzione pronta per la guida autonoma di Volvo Cars includono diversi sistemi di backup per l’impianto sterzante e frenante, oltre a un’alimentazione di riserva per la batteria. La vettura è stata progettata in modo tale da garantire che, in caso di guasto di uno dei sistemi primari per qualsiasi motivo, i sistemi di backup si attivino immediatamente per arrestare la marcia del veicolo.

Oltre ai sistemi di backup Volvo integrati a bordo della vettura, questa è dotata di una serie di sensori che consentono al sistema a guida autonoma di Uber di operare e compiere manovre in sicurezza nei contesti urbani.

In abbinamento alla piattaforma Volvo, i sistemi a guida autonoma di Uber potranno un giorno garantire un servizio di ride sharing con guida autonoma sicuro e affidabile senza che sia più necessaria la presenza di Mission Specialist, ovvero i tecnici incaricati di gestire la vettura e supervisionarne il funzionamento nelle aree circoscritte in cui cedere il controllo ai sistemi autonomi.

Peraltro, Uber non è pronta oggi (o domattina, se è per questo) a dispiegare i suoi mezzi senza controlli predisposti per gli esseri umani, ovvero sterzo, pedali e altro a cui siamo abituati a vedere negli interni delle auto. Lo ha confermato Eric Meyhofer, amministratore delegato di Uber Advanced Technologies Group all’agenzia Reuters. “Siamo davvero ancora in una fase ibrida. Dobbiamo arrivarci e non metteremo migliaia di auto [prive di comandi N.d.A.] in una città nello giro di una notte. Sarà un ingresso molto più lento”.

“Crediamo che la tecnologia di guida autonoma ci consentirà di migliorare ulteriormente la sicurezza, che costituisce la base su cui si fonda la nostra attività,” ha dichiarato Håkan Samuelsson, presidente e amministratore delegato di Volvo Cars. “Entro la metà del prossimo decennio provediamo che un terzo di tutte le automobili che venderemo sarà costituito da auto con guida autonoma. Il nostro accordo con Uber sottolinea la nostra ambizione di diventare il fornitore preferenziale delle più importanti società di servizi di taxi e ride hailing al mondo.”

Volvo Cars prevede di utilizzare un concetto costruttivo simile a quello della vettura-base di Uber per l’introduzione delle sue future automobili con guida autonoma, prevista per l’inizio della decade 2020, un programma lanciato da tempo sotto la sigla DriveMe..

Fra le tecnologie che verranno introdotte sulla prossima generazione di modelli Volvo, basata sull’architettura SPA2, ci saranno anche sistemi concepiti per consentire la guida autonoma del veicolo senza la presenza di un conducente in aree predeterminate, come ad esempio autostrade e tangenziali.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Volvo Car Italia