Si è appena formato l’H2Bus Consortium: punta a mettere in strada fino a 1.000 mezzi fuel cell

Con un progetto finanziato dalla Connecting Europe Facility della UE, entro il 2023 200 autobus a idrogeno in servizio in Danimarca, Lettonia e Regno Unito, primi di un migliaio

Si è appena formato su iniziativa di un gruppo di aziende del settore (Everfuel, Wrightbus, Ballard Power Systems, Hexagon Composites, Nel Hydrogen e Ryse Hydrogen) H2Bus Consortium. Come suggerisce il nome del consorzio i membri si sono impegnati a mettere sulle strade di alcuni paesi d’Europa fino a 1.000 autobus spinti da pile a combustibile alimentate ad idrogeno, a prezzi competitivi.

La prima nota ufficiale dei partecipanti all’iniziativa, non a caso precedente al simposio UITP di Stoccolma che sta iniziando oggi e dedicato al trasporto pubblico, sostiene che la strada dei sistemi fuel cell si tra quelle a zero emissioni oggi disponibili la più efficace quanto ad efficicia. Un autobus alimentato ad idrogeno, dedotti gli incentivi già disponibili in alcuni paesi europei, può costare €375.000, ma un prezzo dell’idrogeno stabile tra i €5 ed €7 al chilogrammo implica costi di esercizio a chilometro di 30 centesimi di euro.

I membri dell’H2Bus Consortium si stanno impegnando per accompagnare alla caratteristica dei loro autobus di avere zero emissioni locali anche una catena completa del valore all’insegna della sostenibilità. In un’ottica circolare “well-to-wheel”, questo significa che per la produzione di idrogeno si ricorrerà a fonti rinnovabili per rendere anche la materia prima necessaria ai moduli dei veicoli pienamente sostenibile.

I veicoli di trasporto pubblico spinti da celle a combustibile rispetto alla concorrenza degli autobus mossi da batterie di trazione hanno dalla loro parte un vantaggio in termini di autonomia e di rapidità di ripristino della capacità dei serbatoi, non differente da quello di un mezzo convenzionale che brucia gasolio.

Di fronte all’interesse crescente anche dei grandi gruppi globali per il mercato degli autobus elettrici (come ultimamente Hyundai), i player del settore fuel cell si stanno adeguando. In quest’ottica uno dei partecipanti al consorzio, Wrightbus, sta allargando la propria offerta mettendo nel portafoglio oltre ai convenzionali mezzi da 12 metri anche un modello a due piani ed un autobus articolato.

La britannica Wrightbus, come altre marche di paesi europei e non, integrerà nella propria produzione l’ottava generazione di moduli fuel cell per mezzi pesanti battezzata FCmove prodotta dalla canadese Ballard. I prodotti aggiornati della serie FCmove saranno presentati oggi all’UITP Global Public Transport Summit e visibili nella sede di Stoccolma della manifestazione fino al prossimo 12 giugno.

La prima fase di dispiegamento di autobus fuel cell riguarderà un pacchetto di 600 veicoli e sarà supportata da un finanziamento di €40 milioni provenienti dai bilanci della Connecting Europe Facility (CEF) gestita dall’Unione Europea. Il primo lotto di 200 veicoli spinti da serbatoi riempiti con molecole di idrogeno raggiungerà entro il 2023 città ed infrasrtutture presenti in Danimarca, Regno Unito e Lettonia.


Credito foto di apertura: blog Ballard Power Systems