Per BMW e Jaguar Land Rover dopo matrimonio e divorzio, seconde nozze elettrizzanti

Separati ormai da quasi venti anni, BMW e Jaguar Land Rover collaboreranno su motori elettrici, trasmissioni ed elettronica di potenza per le future ibride ed elettriche

BMW e Jaguar Land Rover hanno annunciato oggi che collaboreranno strettamente allo sviluppo e alla produzione di motori elettrici, trasmissioni ed elettronica di potenza comuni su futuri modelli di entrambi i gruppi.

Pare una ulteriore conferma, mentre le trattative tra FCA e Renault avanzano febbrilmente e probabilmente molte altre covano sotto le ceneri, che il tema della riduzione e contenimento dei costi è una bussola che riguarda tutti: quelli che erano campioni di profitti come BMW (ma ora non più) e a maggior ragione chi come JLR ha bilanci color rosso cremisi, avendo perso nell’anno scorso 3,6 miliardi di sterline (oggi circa 4 miliardi di euro).

Se i termini finanziari dell’accordo non sono stati rivelati e soprattutto non si sa ancora quali potranno essere le economie di scala realizzabili sulla produzione di modelli elettrici ed ibridi, l’intenzione è ovviamente di arrivare ad un esito molto diverso dal precedente matrimonio tra BMW e Land Rover. Acquistata dalla casa bavarese nel 1994, la marca inglese era stata rivenduta a Ford nel 2000, che otto anni dopo l’ha a sua volta ceduta a Tata Motors insieme a Jaguar.

Secondo gli addetti ai lavori i primi frutti della collaborazione potrebbero vedersi non prima di tre anni, mentre dalla nota stampa diffusa oggi appare chiaro quello che sarà il punto di partenza dal quale muoverà questo programma comune.

Nel 2020 infatti BMW presenterà sulla iX3 la quinta generazione di powertrain elettrici, e su quella si inizierà a costruire la collaborazione, il che potrebbe voler dire che JLR in futuro seguirà la marca bavarese nell’approvvigionamento di celle e moduli di batterie, realizzati da fornitori (asiatici ma con sedi europee) che lavorano quasi on-demand.

Il responsabile ricerca e sviluppo del board BMW Klaus Fröhlich ha dichiarato fra l’altro: “il settore auto è sottoposto a una profonda trasformazione. Vediamo le collaborazioni come una chiave per il successo, anche nel campo dell’elettrificazione. In Jaguar Land Rover abbiamo trovato un partner le cui istanze per le future generazioni di motori e trasmissioni elettriche corrispondono in modo rilevante alle nostre. Insieme abbiamo l’opportunità di dare risposte più efficaci ai bisogni della clientela abbreviando il tempo di sviluppo e portando più rapidamente veicoli e tecnologie al massimo livello sul mercato”.

Nick Rogers, responsabile della tecnica in Jaguar Land Rover ha detto: “Abbiamo dimostrato di poter costruire vetture elettriche ai vertici del mercato ma ora abbiamo bisogno di far scalare la tecnologia per sostenere i della prossima generazione Jaguar e Land Rover. E stato chiaro dalle discussioni col gruppo BMW che le esigenze di entrambe le aziende riguardo alla prossima infornata di powertrain necessarie a supportare questa transizione erano sovrapponibili, rendendo una collaborazione reciprocamente positiva”.

Se lo sviluppo iniziale a partire dal powertrain della iX3 fa pensare che buona parte della ricerca e sviluppo possa partire dalla sponda tedesca, la manifattura si annuncia più variegata, come distribuzione dei siti. BMW e Jaguar Land Rover collaboreranno su motori elettrici e componentistica ma sembrano volerli produrre separatamente.

JLR li produrrà certamente all’Engine Manufacturing Centre di Wolverhampton, mentre non è ancora definita la sede per BMW, che potrebbe persino farli realizzare in Gran Bretagna, visto che ha una sede nelle Midlands, oltre ai siti produttivi Mini dove fra pochi mesi inizierà a marciare la linea della nuova full electric.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Jaguar Land Rover