In Giappone è pronto al debutto sul modello Skyline il nuovo Nissan ProPilot 2.0

La seconda generazione del sistema ADAS di assistenza alla guida lascerà il controllo a sensori e computer sui tratti autostradali e chi siederà al volante potrà tenere le mani lontane dallo sterzo

Nissan ha ottenuto dalla motorizzazione giapponese, la solitamente severa MLIT, le necessarie autorizzazioni per commercializzare il suo ProPilot 2.0: la seconda generazione del sistema ADAS della casa di Yokohama consentirà di cedere il controllo ai sistemi di bordo sulle autostrade dell’arcipelago e chi sarà al posto di guida potrà legittimamente tenere le mani staccate dal volante.

Il manager Nissan Kunio Nakaguro durante la conferenza stampa di presentazione ha sottolineato che a sua conoscenza si tratta del primo esempio di tecnologia semi-automatica che include sia funzionalità hands-off, sia guida pilotata sulle autostrade.

Probabile che si tratti di una dichiarazione che intende trollare i fan Tesla convinti di essere i soli a disporre, con la funzione Navigate on Autopilot, della possibilità di percorrere le autostrade da svincolo a svincolo staccando le mani dal volante e col computer di bordo in grado di affrontare cambi di corsia e sorpassi. Una funzionalità la cui solidità è peraltro perturbata dalla recente conferma da parte dell’agenzia federale americana NTSB che in un incidente di inizio marzo dall’esito fatale l’Autopilot era attivo.

In Giappone i guidatori delle prossime Nissan Skyline, il primo modello su cui il ProPilot 2.0 sarà montato, al momento dei cambi corsia dovranno “dare il permesso” al computer, come ha richiesto la motorizzazione nazionale. Un dispositivo monitorerà inoltre la loro attenzione durante il percorso pilotato dal computer, come è indispensabile nei sistemi semi-autonomi, anche quelli molto evoluti.

Il ProPilot 2.0 per gestire i cambi di corsia è equipaggiato con una batteria di sensori che in quantità supera quella delle Tesla: oltre ad una gamma di sensori ultra-sonici per i parcheggi, le Skyline avranno un radar frontale e quattro laterali a corto raggio che creeranno una ridondanza e granularità di dati raccolti dall’ambiente circostante in combinazione con le sette camere alloggiate a bordo.

Si tratta oltre tutto di camere trifocali: con lenti grandangolari, a lunga focale e intermedie, per compensare i limiti delle camere attuali che oggi in maggioranza privilegiano la visuale grandangolare sacrificando la visuale a distanza.

Anche Nissan, come Tesla, per il proprio sistema evita il LiDAR, anche perché soddisfatta dei risultati diurni e notturni dei propri sensori. I giapponesi però, al contrario di Elon Musk, si lasciano la porta aperta per un eventuale ricorso ai sensori laser in futuro.

E, all’opposto di Tesla, fanno ricorso entusiastico alle mappe tridimensionali. Il ProPilot 2.0 sfrutta la precisione al centimetro delle mappe che stanno coprendo gli itinerari del Giappone, e se le mappe risiedono nel “cuore” del computer di bordo, aggiornamenti via etere mantengono sempre fresca l’attualità dei contenuti.

I manager Nissan non hanno fatto mistero che il ProPilot 2.0 sia destinato ad essere un sistema a larga diffusione: il suo predecessore ormai è disponibile in sette modelli della gamma della casa giapponese, con 350.000 veicoli che oggi ne sono dotati. La versione maggiorata seguirà lo stesso percorso fino a spuntare anche sulle future piccole kei car. Come dire che l’evoluzione dei sistemi ADAS fino alle soglie della guida autonoma per Nissan dovranno essere accessibili a tutti, e non solo a chi può spendere $50.000 o più per un’automobile.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Motor