La fusione del car sharing tedesco fa bene alle emissioni di CO2 in Europa

Entro la fine dell’anno i veicoli elettrici di Share Now passeranno dall’attuale 20% della flotta complessiva al 26%: in arrivo nuove BMW i3 per sette città europee tra cui Milano

Uno dei primi effetti della fusione dei servizi di mobilità dei gruppi Daimler e BMW è che la società Share Now che ha inglobato le flotte del car sharing dei due partner ha intenzione di allargare la sua impronta elettrica: il totale di veicoli che nella propria scheda tecnica possono dichiarare zero emissioni di CO2 salirà a 4.000 entro fine 2019, portando la quota silenziosa della flotta al 26%.

L’amministratore delegato Olivier Reppert non ha gradito molto che in Europa oggi la quota di veicoli elettrici sia appena del 20%, quando già non mancano i rivali che propongono alla clientela solo modelli full electric in un numero crescente di città (anche in Italia, come fanno da tempo Sharengo e più di recente Corrente).

Oggi Share Now dispone di 2.100 Smart EQ, alle quali entro la prossima estate si aggiungeranno altre 800 vetture costruite ad Hambach e Novo Mesto. Il gruppo diretto da Reppert dispone anche di veicoli elettrici a Madrid (850), Stoccarda (400), Parigi (400) ed Amsterdam (350).

Alle quattro metropoli europee che hanno già veicoli full electric in dotazione si aggiungeranno sette nuove città: Milano sarà tra queste insieme a Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera, Bruxelles, Helsinki, Copenhagen, Lisbona, Londra, Vienna e l’area renana. In tutte queste sedi arriveranno nuove BMW i3, che già sono cresciute di numero da inizio anno a Londra ed Amburgo.

La società ha calcolato che oggi mediamente i veicoli elettrici di Share Now in Europa sono noleggiati circa 12.000 volte al giorno. La domanda crescente di car sharing ha fatto sì che nel corso dell’anno passato siano stati sfiorati i 29 milioni di chilometri percorsi dalla clientela in modalità elettrica nelle aree urbane europee.


Credito foto di apertura: ufficio stampa BMW Group