Si è scomodato anche il Re d’Olanda per inaugurare l’ultimo progetto “vehicle-to-grid”

A Utrecht e nell’Isola di Porto Santo partono i test-pilota con 15 Renault Zoe, per integrare le batterie delle auto con tecnologia V2G in corrente alternata e il nuovo standard ISO 15118

Il gruppo Renault sta partecipando in Olanda e in Portogallo, a due nuove sperimentazioni all’avanguardia nello sviluppare su larga scala la ricarica elettrica bi-direzionale che si appoggia per la prima volta alla tecnologia in corrente alternata.

Lo sviluppo del V2G (vehicle-to-grid) è ormai riconosciuto come potenziale soluzione alla necessità di avere energia verde disponibile anche quando il sole non brilla o il vento non soffia, senza contare unicamente solo su costosi impianti di accumulo: facendo ricorso alle fasi predominanti di inattività delle batterie dei veicoli elettrici.

Finora hanno avuto successo, oltre alla sperimentazione di VGI (vehicle-grid-integration, lo sforzo di integrazione delle fasi di ricarica nei momenti migliori per la rete, e per far risparmiare i clienti), i progetti di ricarica bi-direzionale basati sullo standard DC Chademo 2.0, il tipo di connettore molto diffuso su auto elettriche giapponesi e in qualche modello francese.

In particolare proprio in Olanda dal 2017 viaggia la sperimentazione con queste colonnine provviste da ENEL in un programma dell’operatore di stazioni di ricarica New Motion (parte del gruppo Shell Royal Dutch) che conta sulle batterie di Mitsubishi Outlander ibride plug-in.

In Danimarca ha avuto successo quella spinta dal DTU, il politecnico danese, che attraverso il Parker Project, conclusosi lo scorso anno, dal 2016 nella flotta municipale di Frederiksberg Forsyning ha sperimentato il V2G su dieci furgoni Nissan e-NV-200 che hanno restituito alla rete 100 ore circa di energia a settimana per un totale di 130.000 kWh re-immessi in rete.

La novità del progetto, che inizialmente coinvolgerà 15 Renault Zoe, è che la tecnologia V2G in corrente alternata ha la specificità di integrare il caricabatterie bi-direzionale direttamente nei veicoli e richiede quindi solo un semplice adattamento alle colonnine di ricarica più diffuse esistenti, come le Tipo 2, ad un costo ragionevole.

Le sperimentazioni sono cominciate l’altro ieri a Utrecht in un eco-sistema sviluppato dalla società olandese di car sharing We Drive Solar, di comune accordo con municipalità, istituzioni di ricerca ed utility locale, che fin dal 2016 avevano stipulato con Renault un accordo di programma per promuovere le rinnovabili. Per l’inaugurazione si è scomodato anche il monarca dei Paesi Bassi re Guglielmo Alessandro, visibile nella foto di apertura.

Renault condurrà test in parallelo anche sull’Isola di Porto Santo, che fa parte dell’arcipelago di Madera, insieme all’utility locale Empresa de Electricidade da Madeira. Seguiranno progetti ulteriori sviluppati in Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca.

L’esperimento oltre ad utilizzare ricarica in corrente alternata, si appoggia anche allo standard ISO 15118, sviluppato recentemente e che per gli utilizzatori ha la caratteristica di facilitare, attraverso la funzionalità Plug & Charge, l’identificazione ed autorizzazione immediata del veicolo appena collegato alla colonnina abilitata per ricevere l’energia, senza necessità di connessioni dallo smartphone o di passare una carta contenente il chip di prammatica. I primi modelli abilitati a recepire lo standard ISO 15118 in commercio sono state le Smart EQ ultima generazione.


Credito foto di apertura: sito web WeDriveSolar