Toyota arriva prima ad utilizzare il simulatore Drive Constellation di Nvidia

Ha solo un anno di vita il Toyota Research Institute-Advanced Development ma vuol bruciare le tappe in sicurezza col simulatore Nvidia, per proporre nel 2020 un sistema autonomo autostradale

Uno dei nomi più noti della Silicon Valley, Nvidia, sembrava recentemente essersi raffreddato quanto a interesse verso le attività nel settore automotive. Ma l’apparenza non corrispondeva alla realtà: il fondatore Jensen Huang ieri ha preso la palla al balzo a San José durante il discorso di apertura della GPU Technology Conference per annunciare che tra Nvidia e il Toyota Research Institute-Advanced Development i rapporti di collaborazione si intensificheranno.

TRI—AD è il laboratorio, basato in Giappone ma con staff diretto da James Kuffner e sedi globali a cominciare proprio dalla California, col quale il gruppo Toyota vuole costruire ponti per abbreviare il percorso tra la ricerca avanzata e il prodotto.

La prima pietra miliare dell’istituto sarà nel 2020 l’Highway Teammate, sistema che metterà l’auto in grado di guidare sulle autostrade. Parte della sfida consisterà nel creare software in grado di affrontare in rapida sequenza prototipi e veicoli di pre-produzione per arrivare a veicoli di serie affidabili, sia pure veicoli che saranno potenti super-computer con le ruote.

La collaborazione tra Toyota ed Nvidia, che data ufficialmente dal 2017, sfrutterà l’intero pacchetto di soluzioni dell’azienda americana per sviluppare, far evolvere e validare la tecnologia della guida automatica e pienamente autonoma.

In altri termini le reti neurali che saranno messe in campo e addestrate dai tecnici Toyota saranno il progetto del primo cliente in assoluto ad accedere al simulatore per sistemi autonomi Drive Constellation: una piattaforma basata sul cloud che consentirà a sviluppatori ed ingegneri di testare e validare le tecnologie nel mondo virtuale abbreviando la strada verso l’uso reale.

Toyota è una delle numerose case auto che, dal 2015 ad oggi, hanno cominciato ad usare i computer di Nvidia: secondo la società di consulenza Navigant Research che compila un seguito ranking della tecnologia per la guida autonoma metà delle 20 censite e classificate lo fanno.

Negli anni l’offerta Nvidia si è diversificata e accanto alle GPU, i processori grafici usati per lo sviluppo della guida autonoma a cominciare dal supercomputer originale Drive PX basato sul processore Xavier, l’azienda californiana è passata a proporre anche piattaforme di simulazione e perfino kit di sviluppo completi (come il Drive Hyperion).

Toyota ed i suoi centri di eccellenza sulla guida autonoma TRI e TRI-AD hanno sempre sottolineato la prudenza nell’adozione di soluzioni sulla guida autonoma e la marcia parallela di avanzamento della sicurezza e di autonomia vera e propria. Quest’ultima tecnologia Toyota la sintetizza in un sistema che farà da vero e proprio Chaffeur di nome e di fatto, ad esempio a veicoli che trasporteranno anziani, disabili, minori.

Ma la casa giapponese ritiene altrettanto importante sviluppare i sistemi che fanno da “angeli custodi” correggendo gli errori e le sviste, i sistemi Guardian. Questi non solo finiranno nelle auto stradali come dispositivi ADAS avanzati, ma in background vigileranno, sentiranno ed anticiperanno i problemi di qualsivoglia guidatore, umano o sintentico. Sistemi che recentemente Toyota ha accennato anche di voler rendere public domain se questo significherà moltiplicare la sicurezza del traffico.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.