Tutte le quote della joint venture EM-motive passano a Bosch, che si rafforza nel settore dei motori elettrici

Daimler è uscita da una società avviata insieme al primo gruppo globale della fornitura quando ancora i motori elettrici automotive avevano bassi volumi di produzione

Il primo gruppo mondiale della fornitura per auto oggi in una nota ha annunciato che rileverà le quote del partner Daimler nella joint venture EM-Motive GmbH, azienda che produce motori elettrici attualmente montati su veicoli ibridi ed elettrici, con una transazione di cui non è stata rivelata l’entità economica.

La fabbrica di Hildesheim, da cui sono usciti finora 450.000 motori elettrici, passerà quindi sotto il pieno controllo della Robert Bosch. Il programma è di espanderla per adeguarla alla domanda di gruppi dell’auto che quasi senza eccezioni prevedono di aumentare le loro quote di produzione di veicoli con la presa, in Europa e fuori.

Le previsioni Bosch per il 2020 guardano a una quota di veicoli elettrificati (incluse le ibride convenzionali) venduti sul mercato del nuovo che potrebbe attestarsi attorno al 20%. Al rafforzamento del gruppo svevo nella fornitura di motori elettrici automotive fa riscontro la posizione leader nelle due ruote.

Questo grazie allo stato di eccellente salute della divisione Bosch eBike Systems, una controllata aperta una decina di anni fa il cui valore è fissato dagli analisti ad oltre €1 miliardo. Solo in Germania nel 2018 sono state vendute quattro milioni di biciclette, un settore da poco meno di €3 miliardi: 900.000 erano e-bike, e di quel settore la componente più pregiata è il motore elettrico, e proprio lì il gruppo tedesco la fa da padrone.

EM-Motive ha nel suo attuale portafoglio clienti oltre a Daimler (che ha sottolineato l’ex-partecipata resterà uno dei fornitori), Porsche, FCA, Volvo, Peugeot e anche la startup dei furgoni elettrici Streetscooter.


credito foto di apertura: ufficio stampa Bosch Italia