Dalla Slovacchia alla Cina continuano a crescere gli investimenti globali Jaguar Land Rover

In Cina, col partner locale Chery la società britannica espanderà ancora lo stabilimento di Changshu per dare alla joint venture una ricca gamma di modelli elettrici in Asia

È passato circa un mese dall’inaugurazione della prima fabbrica del gruppo Jaguar Land Rover in Slovacchia, un investimento del valore di €1,4 miliardi, e già una nuova notizia riguarda i marchi britannici, ma non si tratta di investimenti né di impianti al di là della Manica.

Chery Jaguar Land Rover Automotive Co., la joint venture cinese col gruppo locale Chery, ha firmato un nuovo accordo con le autorità di Changshu, dove ha sede il primo stabilimento di un’alleanza nata solo nel 2012, per dare il via ad un nuovo programma che riguarda ricerca, sviluppo e produzione di veicoli elettrici o elettrificati.

Un investimento di 7 miliardi di yuan, circa $1 miliardo, servirà a costruire un centro studi, una fabbrica di motori elettrici e trasmissioni, ed una nuova linea per produrre veicoli elettrici a Changshu, dove attualmente la capacità annuale ammonta a 200.000 veicoli convenzionali.

La joint venture ha in programma di costruire auto elettriche, ibride ricaricabili e auto convenzionali dotate di sistemi mild hybrid dal 2020 in poi. Giusto in tempo per rispondere alla elevata quota minima del 12% di veicoli “verdi” obbligatoria nella gamma di ogni gruppo automobilistico secondo le prescrizioni in vigore in Cina in quell’anno.

Al recente Salone dell’Auto di Guangzhou i due partner hanno consegnato il SUV elettrico Jaguar I-Pace ai primi clienti, sfoggiando anche un modello I-Pace nella versione che darà vita all’eTrophy, le gare monomarca che faranno da contorno al prossimo campionato di Formula E. Tra non molto farà parte della gamma anche la prima Range Rover con sistema 48-volt: la Evoque model year 2020, anticipata nella scorsa primavera, nata sulla falsariga della Range Rover Velar.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Jaguar Land Rover