Galoppano gli investimenti BMW per arrivare al 2025 elettrico a tempo di record

Nel 2017 il capex del gruppo di Monaco di Baviera tocca €4,6 miliardi, 1 in più dell’anno precedente: chi vuole essere avanti in futuro deve investire oggi…

All’orizzonte ci possono anche essere delle nuvole scure (quelle di possibili guerre commerciali), ma oggi presentando il suo report annuale BMW ha annunciato di accelerare su quella tabella di marcia che deve portarla a lanciare 25 modelli elettrificati sui mercati globali entro il 2025.

Così investimenti, capex, ricerca e sviluppo restano argomenti attuali quanto mai, nonostante i timori sullo sfondo. In prospettiva il gruppo BMW, che come noto comprende anche Mini e Rolls-Royce, aumenterà le sue spese in ricerca e sviluppo al record storico di €7 miliardi.

In conferenza stampa il capo della finanza Nicolas Peter, noto per essere attentissimo ai numeri (traduzione: tirchio) non ha mancato di sottolineare che le spese in conto capitale a €4,69 miliardi del 2017 rappresentano €1 miliardo in più che nel 2016, dicendo che chi vuole essere avanti in futuro deve investire oggi.

L’incidenza percentuale delle spese di ricerca e sviluppo rispetto alle vendite per il 2018 dovrebbe attestarsi tra il 6,5% e il 7%, mentre anche nei prossimi due anni questa percentuale rimarrà al di sopra dell’obiettivo abitualmente compreso tra il 5 e il 5,5 per cento. Oggi è il momento di continuare ad investire, ma anche domani.

Anche perché l’oggi è un eccellente periodo per il gruppo bavarese, con la previsione di un utile prima delle imposte superiore a €10 miliardi nel 2018, ovvero in linea col livello dell’anno precedente nonostante le maggiori spese.

La BMW di questo mese ha registrato un aumento del 5,3% nel margine operativo del 2017 in seguito alla crescente domanda di veicoli sportivi ad alto margine, contribuendo a compensare l’aumento della spesa per la ricerca.

Si prevede che le vendite di auto di lusso continueranno a salire, contribuendo a nuovi record di consegne quest’anno in particolare in Cina (dove la partnership con Brilliance ha dato buoni risultati e quella con Great Wall dovrebbe fare altrettanto con le elettriche) e Stati Uniti.

BMW ha anche anticipato che l’atteso crossover elettrico iX3 che andrà in produzione come previsto nel 2020, ma ne vedremo una anticipazione fedele alla versione definitiva già ad aprile al salone dell’auto di Pechino (e dove altro, considerando che è il primo mercato?).

L’arrivo di modelli al 100% elettrici sembra sempre più determinante per il gruppo alla luce degli obiettivi di emissioni di CO2 fissati dall’Unione Europea: quando entreranno in vigore a pieno titolo il gruppo BMW avrà in gamma oltre all’attuale i3, anche la eMini, la iX3, la Mini elettrica, la iNext e la i4 che a Ginevra è stato confermato “sboccerà” dal concept iVision Dynamics.

Nel frattempo, oltre a vendere 140.000 di auto elettriche e ibride plug-in quest’anno, a Monaco di Baviera pensano già al traguardo di raggiungere un parco circolante complessivo di mezzo milione di BMW elettrificate entro fine 2019.

La gran mole di investimenti farebbe perfino pensare che in Germania stiano pensando a dare un’accelerata alla scaletta dei lanci. Gli ultimi dati sulla gamma BMW nel complesso parlano di un incoraggiante dato di 122 grammi di CO2 per chilometro. Ma le vendite dei diesel tranne in Italia e in Giappone sono in calo.

E, considerando i bilanci di Co2 della flotta nel complesso, forse farebbe un gran comodo a BMW aumentare la quota di motori a zero emissioni as soon as possible, considerando la percentuale di mega-SUV e super-sportive che stanno spuntando nella gamma, modelli che peraltro, alla fine della fiera, saranno proprio quelli che faranno i numeri necessari alla svolta elettrica…


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale BMW AG