Jaguar con la nuova I-Pace ha le risposte per chi ha fretta e per chi ha freddo

Grazie ai test scandinavi per le batterie del primo BigCat elettrico i rigori invernali non saranno più un ostacolo, e i clienti le caricheranno all’80% in 45′

Per gli irriducibili del motore endotermico la lista delle idiosincrasie di un’auto elettrica è interminabile o quasi. Chi invece a questa alternativa ha fatto un pensierino, specie se ha visto a suo tempo lo splendido concept tutto elettrico presentato da Jaguar, la I-Pace, se stila una lista indica difetti più concreti. Su due di questi la casa di Coventry è al lavoro per trovare soluzioni efficaci.

Il SUV sportivo (ma inserirlo in una qualsiasi categoria fa davvero torto a Ian Callum) britannico che sarà in vendita dal 1 marzo ed esposto in versione definitiva al salone di Ginevra pochi giorni dopo, per cominciare avrà opzioni di ricarica molto interessanti.

Quando è stata svelata nella sua prima versione i manager britannici avevano indicato la possibilità di ripristinare l’80% dell’energia delle batterie in novanta minuti, utilizzando un impianto di ricarica pubblica DC da 50kW (e al 100% in due ore).

Adesso Jaguar svela che per i clienti sarà possibile ricaricarla all’80% in soli 45 minuti. Ovviamente per riuscire in questo lasso di tempo sarà necessario farlo ad un impianto ultra-veloce, una colonnina di ricarica pubblica DC da almeno 100kW, per la quale l’impianto elettrico della I-Pace è ora predisposto.

Questo fa pensare che le case auto (lo stesso vale per la rivale Audi e-tron) ormai si stiano orientando a non fornire più l’indicazione del tempo di ricarica all’80% quale può essere presso la colonnina veloce DC più facile da trovare, appunto quella da 50kW (che costituisce ad esempio la spina dorsale della rete veloce autostradale EVA+ di ENEL).

Invece quello che Jaguar (e Audi, Porsche e gli altri che presenteranno coi loro prossimi modelli) indica è il tempo minimo di sosta presso stalli che oggi sono ancora poco numerosi. Assistiamo quindi, o così sembra, a dichiarazioni di ottimismo sulla diffusione di postazioni ultra-veloci in grado di valorizzare rapidamente i modelli di nuova generazione.

In effeti, per le nuove auto in grado di affrontare tranquillamente distanze di 500 chilometri NEDC (che secondo la più realistica normativa americana EPA sarebbero comunque 350 rispettabili chilometri) postazioni di ricarica strategiche come quelle della rete Ionity, in grado di accogliere le auto elettriche con postazioni HPC da 350kW, non saranno certo sprecate.

Inoltre, a conferma che il potenziale del mercato della ricarica ultra-veloce per la nuova generazione di auto attira molto, ogni settimana o quasi arrivano nuovi protagonisti che sgomitano: come le colonnine da 240kW della cinese XCharge, appena sbarcata in Germania.

Accanto alle buone notizie sui tempi minimi di ricarica drasticamente ridotti Jaguar si è messa a testa bassa a lavorare sui test invernali: i rigori delle temperature del Grande Nord come noto non sono amici delle batterie. Così la I-Pace è stata sottoposta a collaudi intensivi ad Arjeplog, in Svezia, ai bordi del Circolo Polare Artico con temperature spesso a -40°.

Oltre a far affrontare alla bellissima Jaguar I-Pace test invernali su terreni innevati e ghiacciati per sviluppare stabilità e motricità in queste condizioni, lo staff ha lavorato perché la batteria al litio da 90kWh composta da 36 moduli contenenti celle laminate con chimica NMC mantenga anche in condizioni proibitive il massimo di carica ed autonomia.

I clienti, anche da remoto tramite app per il loro smartphone, saranno in grado di preparare in anticipo batteria ed abitacolo prima di un viaggio anche in regioni geograficamente estreme (altri test sono stati condotti in aree tropicali per affrontare difficoltà opposte).


Credito foto di apertura: ufficio stampa Jaguar Land Rover