Il Parker Project conferma che la diversità è compatibile coi sistemi V2G (vehicle-to-grid)

I test di un consorzio di partner industriali e istituzionali dimostra che più modelli di auto elettriche possono essere integrati nella rete energetica

In Danimarca è appena stato portato a completamento un programma di test mirato a verificare e confermare la fattibilità e resilienza dei servizi V2G (vehicle-to-grid) anche con quando a collegarsi alla rete elettrica nelle due direzioni sono coinvolti modelli diversi per marca e tipo. La conferma è stata ottenuta dal consorzio Parker Project, che ha utilizzato quattro modelli di Mitsubishi Motor Corporation, PSA Groupe e Nissan.

Questo ha ribadito, sostiene la nota diffusa dal consorzio, che è possibile per molti veicoli differenti presi come sono dalla strada fare da supporto alla infrastruttura elettrica cedendo energia, diventando così risorse verticalmente integrate sia localmente che nel complesso della rete.

I test iniziati nella seconda metà del 2017 hanno messo alla prova quattro veicoli e sette colonnine di ricarica e scarica (fornite da ENEL) con le batterie delle auto che hanno contribuito a regolare la frequenza, il voltaggio e l’accumulo della rete.

La possibilità di ottenere risultati uniformi da qualsiasi tipo di modello era considerata fondamentale per rendere universale l’applicazione del concetto V2G indipendentemente dal veicolo partecipante. Ed è quello che le auto di Mitsubishi, PSA e Nissan hanno fatto nel laboratorio del Parker Project messi alla prova dai tecnici della danese Nuvve, della DTU (il politecnico della Danimarca) e di ENEL.

Alberto Piglia, responsabile della mobilità elettrica in ENEL, ha commentato: “Per noi il V2G costituisce importanti opportunità di business, e stiamo facendo grandi passi avanti nel far progredire questa tecnologia all’interno dello sviluppo complessivo della smart grid per poter assicurare un’infrastruttura elettrica bilanciata basata sull’energia rinnovabile”.

I test condotti dal Parker Project in Danimarca continueranno nel corso dell’inverno 2017-2018 e i mezzi coinvolti saranno messi alla prova per la loro capacità di contribuire ad evitare i sovraccarichi nella rete. Inoltre effettueranno ricariche proprio nei momenti in cui arriveranno comunicazioni in tempo reale che l’emissione di CO2 dai fornitori di energia sarà ai livelli minimi (un compito facilitato dal fatto che nella nazione scandinava l’energia eolica supera già il 40% del totale).

Gregory Poilasne, amministratore delegato di Nuvve Corporation ha detto: “Ora che abbiamo dimostrato che questi veicoli possono rendere come previsto, il  Parker project può concentrarsi sulla scalabilità e procedere a studiare l’integrazione nella rete elettrica di flotte più grandi”.


Credito foto di apertura: sito internet Parker Project