Viaggiare gratis in taxi è possibile, con Voyage e la pubblicità…

La startup californiana fondata da Oliver Cameron vuole fornire la più conveniente forma di trasporto del pianeta

Viaggiare gratis o quasi. Il XXI° secolo sembra volerci riportare nostalgicamente indietro di qualche decennio, agli autostoppisti degli anni ’60. Ma nemmeno al più arguto autostoppista riusciva di salire gratis su un taxi. Questa a prima vista è invece l’idea che si sono in messi in testa i fondatori di Voyage. Una startup che, appena nata, non aveva fatto mistero di voler offrire la più conveniente forma di trasporto del pianeta. Gratis, e in taxi? vi starete chiedendo, pensando alle tariffe italiane.

La società nata nella Silicon Valley come spin-off dell’organizzazione educativa Udacity punta sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico, due punti forti proprio dei corsi online di Udacity. La società di e-learning è nata da un’idea di Sebastian Thrun, un ingegnere che a suo tempo in Google si occupava proprio del progetto dell’auto a guida autonoma, ora diventata il piatto forte del reparto ribattezzato Waymo.

Voyage Auto è stata creata da uno dei giovanissimi ingegneri passati in Udacity. Oliver Cameron. Al giovanilissimo nerd si deve anche una delle migliori newsletter disponibili sui temi più interessanti ed attuali della ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale di tutti i settori: dalla medicina fino, appropriatamente, all’automotive.

Finora un taxi è qualcosa di legato all’immagine di una tassista: all’inizio anche le auto di Voyage avranno, non diversamente dai taxi tradizionali o dalle auto del ride sharing. Ma questa sarà una tappa temporanea: Cameron e soci paiono straordinariamente ottimisti nel ritenere di poter arrivare ad offrire il servizio di trasporto a guida totalmente autonoma molto rapidamente. L’intenzione sembra essere di precedere chi si è fissato il 2020 o il 2021 come termine, ad esempio Ford e Daimler.

Ma non è tutto: pochi giorni fa, come si è accorto il sito americano Quartz, Cameron ha avuto uno scambio di tweet con una follower interessata ai robo-taxi di Voyage, e si è fatto scappare che la più conveniente forma di trasporto del pianeta punta ad essere addirittura gratis. Cameron si è trincerato dietro al rifiuto di commentare se la gratuità fosse da attribuire alla presenza di annunci pubblicitari o ad altre forme di marketing per finanziare il servizio reso.

Così il modello di business di Voyage, che inizialmente appariva alternativo a Uber e Lyft, appare piuttosto concorrenziale anche con quelli di Facebook e Google, che usano le proprie pagine e servizi per vendere pubblicità con straordinario successo, grazie alla grande mole di dettagli sui comportamenti degli utilizzatori. Non è quindi col viaggio in robo-taxi da casa alla palestra che Voyage potrà un giorno guadagnare, ma coi dettagli sul numero di volte in cui frequentiamo la palestra, o proponendoci nel tragitto una nuova maglietta Under Armour.

Questo genere di approccio è ormai talmente importante da aver fatto guadagnare un premio Nobel all’economista di Tolosa Jean Tirole. Come spiegava all’epoca l’articolo di Tommaso Ferrari su Milano Finanza, assieme al collega Jean-Charles Rochet lo studioso francese è riuscito a fare luce sul modo in cui funzionano le piattaforme nelle quali è essenziale la suddivisione dei protagonisti del rapporto economico su due lati; due lati strettamente collegati, in parte, proprio grazie alla gratuità apparente del servizio.

I prezzi di uno dei due lati della piattaforma inevitabilmente dovranno essere stabiliti tenendo conto di quelli bassissimi o inesistenti dall’altro lato. Così, il servizio di ricerca delle parole chiave su Google o la corsa fino alla palestra, hanno un costo che deve essere spalmato fra chi poi effettivamente lo pagherà mediante una inserzione pubblicitaria o acquistando dati, anche in forma anonimizzata. Un cartellino del prezzo con l’indicazione gratis è solo un cartellino del prezzo il cui pagamento è rinviato a data da destinarsi: nessun autostoppista in taxi…


Credito foto di apertura: sito internet Voyage Auto.