Adesso Tesla farà vedere rosso alle assicurazioni ?

Ma a poter acquistare una polizza per una Model S od una Model X saranno solo i clienti australiani e di Hong Kong

L’attentissimo Fred Lambert sul blog electrek.co ha appena fatto uno scoop su Tesla, rivelando che sta entrando nel mercato delle assicurazioni auto. In assoluto non un fatto clamoroso: già negli anni ’60 la famiglia Agnelli era stata proprietaria della Toro Assicurazioni. Inoltre è del tutto normale che i gruppi automobilistici controllino importanti rami finanziari destinati ad erogare prestiti per gli acquisti.

Nel caso di Tesla questo sconfinamento nel settore finanziario-assicurativo è però una notizia tutt’altro che irrilevante. Perché nella guida autonoma è all’avanguardia con l’AutoPilot ed il suo fondatore Elon Musk non si stanca di ripetere che l’arrivare presto al Livello 5 è priorità morale prima che tecnologica. Il 90% degli incidenti è causato da errori umani. Le auto a guida autonoma elimineranno la maggior parte di incidenti salvando milioni di vite e risparmiando miliardi di dollari di danni? Probabilmente. Rivelandosi così la nemesi del settore assicurativo.

Invece ora un programma battezzato InsureMyTesla propone coperture per le auto prodotte a Fremont. Ad Hong Kong Tesla è partner del gruppo francese AXA General Insurance ed in Australia opera col gruppo locale QBE Insurance. Tra le polizze proposte la copertura completa per il guidatore, quella sostitutiva con un modello dello stesso tipo e serie per auto che non abbiano oltre tre anni. Sono previsti anche risarcimenti per danni eventualmente provocati dai connettori degli impianti di ricarica casalinghi.

Le complessità della copertura assicurativa di un veicolo a guida autonoma sono ancora grattacapi prematuri, almeno su larga scala. Ma Tesla forse entrando nel settore pensa ai problemi spiccioli che i propri clienti hanno sperimentato. Un elemento talvolta mal gestito dagli assicuratori, in particolare, è stato il cuore dell’auto elettrica: la batteria. Una confusione alimentata dal fatto che il valore della vettura legato alle caratteristiche della batteria (ad esempio 60 kWh o 75kWh) non è legato al pacco di batterie in sé ma al software col quale sono vendute.


Credito foto di apertura: Tesla media website