General Motors ed IBM porteranno l’e-commerce in auto su quattro milioni di cruscotti

Che agli automobilisti americani piaccia o meno, le icone di carburanti, fast-food, alberghi ed altro stanno per spuntare sugli schermi delle loro auto e pick-up

Magari a General Motors interessa anche il business dei dati, un mercato che  potrebbe raggiungere a livello mondiale i 450-750 miliardi di dollari entro il 2030 secondo alcune ricerche, come quella portata avanti in McKinsey. Il  fatto è che il mercato addizionale generato dalla monetizzazione dei dati è ancora ai primi passi, mentre a Detroit non sembrano aver voglia di aspettare.

Così General Motors ha annunciato stamattina un altro modo di creare ricavi grazie al tempo trascorso in macchina dai suoi clienti. I nuovi modelli saranno equipaggiati con tecnologia sviluppata per proporre agli automobilisti ed ai passeggeri soluzioni di e-commerce per consentire loro di acquistare dallo schermo carburante, oppure di fare la spesa o ancora prenotare l’albergo.

La tecnologia Marketplace è stata sviluppata in collaborazione con IBM e sarà caricata via etere su circa 1,9 milioni di auto a partire da versioni del model-year 2017, cioè consegnate nel 2016 e seguenti. Un totale di circa quattro milioni di Buick, Cadillac, Chevrolet e GMC avranno a bordo la possibilità di usarla entro la fine dell’anno prossimo.

L’uso della banda per i dati non sarà a carico degli automobilisti ma delle aziende che venderanno su Marketplace. GM sarà pagata per installare le icone di questo o quel venditore e una quota di ricavi sarà condivisa, anche se il gruppo di Detroit non ha fornito dettagli al riguardo.

L’iniziativa di GM era stata preceduta da sporadici tentativi simili, uno dei quali ha visto insieme Jaguar, Shell e Visa, con quella che sembra una tecnologia cashless per pagare il carburante piuttosto che un vero tentativo di e-commerce in auto. La vera concorrenza per Marketplace sembra di due ordini. Anzitutto gli smartphone, che nessuno o quasi in auto spegne, anzi.

In secondo luogo, sui cruscotti si stanno già facendo strada gli assistenti personali. Che hanno anche il vantaggio, dal punto di vista della sicurezza, di avere interfacce vocali. L’Alexa prodotto da Amazon sta già lavorando con case auto come Ford e, in Europa SEAT, che può fare da battistrada per il gruppo Volkswagen.

In alternativa ad Alexa, che si porta dietro tutte le potenzialità del colosso dell’e-commerce che l’ha creato, ci sono invece marche come Audi, FCA e Volvo che stanno già lavorando con Mountain View per integrare l’assistente virtuale di Google ai loro sistemi di bordo di alcuni modelli.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale General Motors