Dalla Cina voci di una collaborazione che anticipa una possibile mega-fusione

Scavalcati dai marchi privati ed occidentali anche sul mercato delle elettriche i gruppi statali FAW Group, Dongfeng Motor e Changan Automobile si alleano

In un recente articolo il quotidiano finanziario Caixin ha annunciato che tre grandi case automobilistiche di proprietà del governo centrale della Cina hanno firmato un accordo comune. I due obiettivi principali sono anzitutto lo sviluppare congiuntamente nuove tecnologie automobilistiche e in secondo luogo migliorare la presenza delle auto cinesi sui mercati globali.

I tre gruppi sono FAW Group Corp., Dongfeng Motor Corp. e Changan Automobile Group. Tutti e tre sono gruppi statali e tutti e tre hanno già ampie collaborazioni con marchi occidentali per sviluppare auto in comune, oltre a possedere marchi propri.

Sono anche tre gruppi tra i primi quattro più grandi nel mercato cinese, insieme al numero uno SAIC Motor Corp., che è anch’esso di proprietà pubblica ma non statale, bensì appartiene al governo locale di Shanghai.

In base all’accordo, i gruppi statali dell’auto cinese collaboreranno a innovazioni tecnologiche come elettrificazione, guida intelligente e nuovi materiali. Le aziende investiranno congiuntamente, svilupperanno e condivideranno le nuove tecnologie.

Lavoreranno anche insieme nella produzione, nell’approvvigionamento e nella logistica, per esplorare nuovi modelli di business e espandersi oltreoceano. Questo, rispetto al primo obiettivo, sembra meno semplice da realizzare. Malgrado le risorse ed il vantaggio competitivo le case cinesi avevano finora stentato ad affermarsi all’estero.

Cominciano a riuscirci marchi privati come Chery e Geely, e startup come BYD e NIO, che sono però gruppi privati molto più agili e che hanno anche la caratteristica di avere connessioni societarie già solide con marchi di proprietà all’estero, come ad esempio Volvo, oppure di essere da tempo usciti dai confini, come Great Wall Motor.

Le case di proprietà del governo centrale finora hanno avuto tempi di reazione e pianificazione difficilmente compatibili con i ritmi dei mercati globali, da cui lo scetticismo sulle possibilità di successo fuori dai confini. Per ovviare a queste zavorre burocratiche negli ultimi tempi le tre società interessate alla collaborazione si sono di recente scambiate alcuni importanti dirigenti, anche se finora è sempre stata smentita la voce di una fusione che le metterebbe in comune.

Insieme forse potranno anche rispondere meglio alle sfide dell’elettrificazione e dell’autonomia. Sebbene la Cina sia già diventata il più grande mercato al mondo di auto elettriche con oltre mezzo milione di unità vendute lo scorso anno, a festeggiare sono state soprattutto case con meno decenni di storia ma più flessibili come BYD o BAIC o SAIC. Oltre ovviamente ai marchi occidentali.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Changan Global