Adesso l’idrogeno riscalda l’interesse di Sergio Marchionne per Hyundai

Partendo da SUV e pick-up, l’elettrificazione della gamma FCA a medio termine potrebbe appoggiarsi alle tecnologie fuel cell dei coreani, snobbando le batterie

Se questa mattina avete sfogliato i giornali oppure consultato i portali dei maggiori quotidiani avrete trovato facilmente la notizia solo sul Sole 24 Ore. Proprio una domanda di Mario Cianflone, alla presentazione dell’accordo con Sauber che riporterà il marchio Alfa Romeo in Formula 1, ha indotto il numero uno FCA Marchionne a confermare che il suo gruppo sta usando componenti Hyundai (trasmissioni) in America e che sarebbe interessato a stringere un accordo tecnico sulle tecnologie fuel cell.

Se oggi il tema delle auto a batteria viene considerato quasi sempre degno di copertura informativa, a volte pasticciata, quando si passa invece a qualcosa che ancora viene considerato complicato o distante probabilmente l’interesse scema. Ma la tecnologia dell’idrogeno ha ormai orizzonti che sono molto vicini e, per i tempi di pianificazione delle case auto, sono addirittura vicinissimi.

In particolare la data del 2020, quando il Giappone ospiterà i giochi olimpici, dovrebbe essere un punto di svolta della tecnologia delle pile a combustibile applicata alle auto. Un concetto che rivaleggia con la propulsione a benzina o diesel per facilità di rifornimento e per autonomia, ma che ha ancora da risolvere il problema dell’infrastruttura di ricarica.

Sergio Marchionne come noto non perde occasione di dimostrare la sua sordità al tema dell’auto a batteria. A breve termine nella gamma FCA ci sarà posto solo per soluzioni ibride, ibride plug-in e sistemi a 48 volt. In alternativa, specie in Europa, l’amministratore delegato sta proponendo il metano come soluzione-ponte verso un futuro meno legato ai combustibili fossili.

Può essere considerato curioso che FCA possa interessarsi ad una tecnologia che finora aveva entusiasmato  solo case asiatiche (anzitutto Toyota, che considera proprio i giochi di Tokyo la sua futura grande vetrina). Ma l’interesse di Sergio Marchionne per Hyundai e le sue tecnologie può essere spinto anche da rivalità che nascono a Detroit.

Perché anche in Nord America l’interesse per le fuel cell sta crescendo. General Motors ha aperto un centro di sviluppo e produzione insieme a Honda in Michigan. La rivale tradizionale di FCA sta pensando all’idrogeno come soluzione per settori particolari come quello dei veicoli per la difesa e protezione civile.

Ma l’America è anche il “paradiso” di SUV e pick-up: veicoli che per le loro dimensioni, gli usi prevalenti e, non ultimo, il loro prezzo medio potrebbero essere adatti ad accogliere dispositivi fuel cell nelle prossime piattaforme.

Insomma, quel tipo di tecnologia che GM ha iniziato a sviluppare insieme a Honda, FCA potrebbe ottenerlo da una alleanza tecnica con Hyundai e poi proporlo nella gamma Jeep o Ram, allargandosi in seguito ai marchi italiani.

Hyundai ultimamente appare molto presa dalla possibile alleanza sulle nuove tecnologie con la connazionale Samsung. Ma il gruppo Hyundai, che include la controllata Kia, pare soprattutto intenzionato a riprendersi il primato globale in questo settore che le è stato tolto da Toyota.

Un accordo con FCA potrebbe accrescere le opportunità di successo in America per la tecnologia coreana dell’idrogeno, tecnologia che nel frattempo è già arrivata alla quarta generazione. La California in particolare è la sola area globale che per presenza di stazioni di servizio di idrogeno inizia a reggere il confronto con Corea del Sud e Giappone (dove se ne trova il maggior numero attualmente: 91). Sul Pacifico ne sono state aperte 30 solo nell’estate 2017.

Insomma, se è troppo presto per sostenere che dal rapporto di collaborazione tra FCA ed il quinto gruppo globale dell’auto si possa passare a qualcosa di più ci sono buone ragioni per credere che l’azienda italo-americana possa aver trovato anche nel settore dell’elettrificazione un suo percorso a medio termine.

La conferma della profondità dell’interesse di FCA non la scopriremo da iniziative di alto profilo, come ad esempio l’adesione all’Hydrogen Council globale che è il forum comune ai protagonisti della tecnologia dell’idrogeno. Ce ne accorgeremo probabilmente da cose più concrete: come lo spuntare in un giorno non lontano di stazioni di servizio italiane dove si possano rifornire le auto fuel cell.

Come noto ad oggi ne esiste una soltanto, in provincia di Bolzano grazie al locale Centro H2. Se gli effetti del partenariato tra FCA e Hyundai porteranno l’Italia a non essere il fanalino di coda almeno in questo settore sarebbe davvero una notizia positiva.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Hyundai