No, la i8 non è una Roadster con una batteria a cui mancano… 188 kWh

Al salone di Los Angeles BMW presenta la nuova i8 Roadster e la i8 coupé ristilizzata, sportive ibride plug-in con più potenza e più autonomia

Dopo la Roadster di Elon Musk (svelata ad Hawthorne) i californiani sono i primi anche a vedere la Roadster di Monaco di Baviera, al salone di Los Angeles che ha appena aperto. Esposta in anteprima mondiale accanto alla ormai familiare versione coupé (a sua volta sottoposta a restyling), la nuova i8 Roadster fa dei passi avanti sia in potenza che in autonomia.

Molto simile nelle forme alla coupé, la Roadster ha ovviamente un tetto di cui si può decidere di fare a meno per godersi il sole delle strade californiane, o di tutte le altre, in meno di 16″. Si può compiere l’operazione in ogni momento in cui la vettura non superi i 50 km/h.

La i8 Roadster è spinta da un tre cilindri a benzina da 231 cavalli e 320 Nm di coppia abbinato ad un motore elettrico che aggiunge altri 143 cavalli e una coppia di 250 Nm. Per arrivare alle somme, siamo ormai a 374 cavalli dove la potenza disponibile nella prima generazione i8 si fermava a 362.

Ovviamente come tutti sappiamo un veicolo ibrido plug-in ha una batteria di dimensioni contenute rispetto a quelli nativi elettrici. Nel caso della i8 Roadster ovviamente siamo lontanissimi anni luce dai 200 kWh della Roadster Tesla (in uscita nel 2020 salvo i ritardi abituali a Fremont e dintorni), ma la capacità è comunque salita da 7,1 à 11,6 kWh grazie alle nuove celle da 34 Ah.

L’autonomia dichiarata viaggiando con la sola batteria è di 53 chilometri per la nuova Roadster e di 55 per la coupé: la prima i8 non andava oltre la trentina di chilometri.

Curioso che il caricatore di bordo resti invariato: da 3,6 kW di potenza, il che vuole dite circa tre ore per la ricarica completa. La piccola Zoe Renault da tempo ne ha uno da 7 kW; è vero che si tratta di una vera elettrica mentre la i8 è un’ibrida ricaricabile, ma su un modello premium è una cosa che BMW poteva permettersi.

Con la crescita della capacità della batteria BMW ha migliorato i termini delle sue cifre di omologazione per quanto riguarda i consumi (sulla prima i8 la clientela notava consumi discretamente elevati da parte del motore termico). I 2,5 litri/100 km sono diventati per la Roadster 2,1l/1oo km e per la coupé  1,9 l/100 km.

Come già la prima i8 le nuove versioni di questo veicolo che ha aperto un nuovo capitolo nella storia della casa dell’Elica (e in particolare la Roadster) si annunciano come modelli per clienti-esteti, più che per quei super-sportivi che all’interno della gamma BMW guardano magari ai cavalli ed assetti che sono invece la cifra delle versioni “M”.

Malgrado siano vetture a motore centrale (uno schema sinonimo di sportività) e malgrado la loro modalità di guida “Sport” non c’è quindi da aspettarsi di guardare alle nuove i8 come modelli studiati per contrastare la Roadster Tesla nell’accelerazione 0/100 km/h che tanto diverte Elon Musk ed i suoi clienti e che il magnate sudafricano vuol portare a livelli da dragster: la i8 coupé gestisce lo sforzo in 4,4 secondi e la i8 Roadster in 4,6.

In Europa le due i8 sono attese nel 2018, anche se non è ancora chiaro un calendario di uscite, così come i prezzi, che si presume simili a quelli della prima i8 coupé, quindi verosimilmente nell’orbita dei €140/150.000.

BMW i8 Roadster e i8 coupé LA Mobility 2017 (Credito foto: ufficio stampa internazionale BMW Group)

Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale BMW Group