Il successo del nuovo Navya Autonom Cab nelle mani di Las Vegas

La startup di Lione passa dai minibus ai minivan: a portare i sei passeggeri del suo nuovo veicolo autonomo sono nuovi computer e sempre più sensori

Una delle più dinamiche aziende globali impegnate nella mobilità elettrica ed autonoma, la francese Navya, a gennaio 2018 al CES di Las Vegas svelerà al pubblico il suo Autonom Cab. È il minivan col quale la società diretta da Christophe Sapet punta ad allargare la sua offerta di robo-taxi passando dal più grande shuttle Arma, da 15 posti, ad un veicolo che ne potrà ospitare 6/7 entrando quindi in diretta concorrenza con un numero molto più grande di avversari che stanno facendo la stessa cosa, da Waymo a Uber.

L’Autonom Cab è stato mostrato in anteprima a Parigi martedì a membri della stampa, addetti ai lavori e potenziali clienti, tra cui molte istituzioni locali. Quella delle città e delle società di trasporto sembra comunque il principale target di Navya, che sostiene che il primo servizio di ride hailing col nuovo minivan autonomo (di Livello SAE 5, senza volante né pedali ma ugualmente con un autista di sicurezza a bordo almeno inizialmente) si vedrà in azione in una città francese a primavera del 2018, regolamenti permettendo.

Una trentina di Autonom Cab sarebbero già stati prenotati da Keolis, azienda francese attiva nei trasporti pubblici e dal Royal Australian Automobile Club. Malgrado siano più che dimezzati i posti rispetto allo shuttle, i prezzi del nuovo minivan autonomo saranno simili al predecessore e non proprio abbordabilissimi: circa €250.000.

Non è che il nuovo veicolo francese (ma saranno costruiti anche in Michigan) abbia una batteria dai costi spropositati: il fatto è che sull’Autonom Cab sono montati una batteria… di sensori. Ovvero: 6 telecamere, 10 LiDAR, quattro radar, due antenne GNSS, un dispositivo di comunicazione V2X (veicolo-infrastruttura) basato sul protocollo DSRC usato anche dalle nuova Cadillac CT6 e ovviamente modem 4G per mantere le connessioni.

Il LiDAR è protagonista nella batteria di sensori del minivan: Valeo, che detiene una quota di controllo nella startup Navya, produce i sette di tipo a 145° (con visuale fino a 200 metri, con una certa ridondanza per un mezzo che non spera gli 80 km/h di velocità massima). Sono presenti anche tre unità dell’americana Velodyne, modelli VLP con campo a 360°.

Sul nuovo minivan ci saranno anche quattro radar, che non erano invece presenti sullo shuttle Arma. Su quest’ultimo c’è ancora installata la piattaforma computazionale fornita da Valeo ma il responsabile dello sviluppo tecnico di Navya Liyes Haddad ha detto all’EETimes che il nuovo prodotto si affiderà alle GPU Nvidia.

Lungo 4,65 metri, questo monovolume che a noi ha ricordato vagamente l’Audi A2, ha un motore da 15 kW progettato per una velocità operativa di 50 km/h e due pacchi batterie in alternativa, da 22 o da 33 kWh, in grado di spingere le due ruote motrici del veicolo fino a dieci in ore in contesto urbano.

Che l’Autonom Cab possa nuovamente godere il prossimo gennaio di un palcoscenico di eccezione a Las Vegas capiterà a proposito, visto che nelle stesse ora della sua presentazione parigina proprio a Las Vegas uno shuttle Navya senza guidatore nel suo primo giorno in servizio è stato vittima di un tamponamento, un sinistro della circolazione che qualche organo di informazione si è affrettato a trasformare in titoli allarmistici, preso dallo spirito del click-bait.

In servizio gratuito su iniziativa della società Keolis e dell’AAA (sigla che cela uno tra i più noti Automobile Club ed assicuratori del ramo auto in America), su un anello con percorso predefinito di poco più di un chilometro, a circa un’ora dall’inizio delle sue corse l’Arma è stato tamponato da un mezzo pesante in retromarcia. Molto limitati i danni alla carrozzeria del veicolo, nessun danno fisico ai passeggeri, alcuni dei quali però hanno fatto dichiarazioni terrorizzate ad una televisione locale.

La polizia locale ha attribuito la responsabilità e multato l’autista del camion che effettuava la retromarcia. Le autorità di Las Vegas hanno commentato, ribadendo che i dodici mesi di periodo di prova dello shuttle continueranno, che se il camion avesse avuto banali sensori di parcheggio come quelli ormai montati nei paraurti anche delle utilitarie, il problema non si sarebbe mai posto.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Navya