La Norvegia si raffredda verso le auto elettriche (ma non troppo)

Il nuovo governo norvegese vuole far pagare agli automobilisti verdi, specie a chi compra le Tesla, i costi di manutenzione delle strade

E così anche il paradiso dei veicoli elettrici riserva il primo boccone amaro al paladino del settore: Tesla. Proprio la nazione che ha la più alta percentuale di vendite al mondo di auto native elettriche ed in generale di auto con batteria di trazione.

La quota del mese passato è stata del 48%, incluse le ibride plug-in); lì a settembre si sono vendute 1.007 Model S e 996 Model X. Ma la Norvegia avrebbe ora in serbo una “polpetta avvelenata” per Musk & C. Non che si parli di togliere gli incentivi generosi (anche rispetto ai vicini danesi e svedesi) a chi acquisterà ancora auto con batterie, grandi o piccole.

Ma il partito che ha vinto le elezioni, il Fremskrittspartiet, oggi ha presentato una proposta di tassa sulle auto elettriche, subito battezzata per brevità Tesla tax. Senza negare il beneficio per l’ambiente dal lato delle emissioni dei veicoli elettrici, la proposta sottolinea che questi non assicurano però vantaggi rispetto a quelli convenzionali nel loro impiego sulle strade pubbliche.

Anzi, poiché in media sono più pesanti di analoghi modelli con motori termici, tendono ad usurare l’asfalto più di quelli che non vanno d’accordo con la CO2. Così il partito conservatore al governo ha escogitato una tassa (si tratterebbe di una tassa una tantum) che in una fascia compresa tra le 7 e le 70 mila corone norvegesi colpirebbe i proprietari di tutte le auto elettriche.

Come noto le Tesla attuali sono berline o SUV di fascia alta e non lesinano sui chili, quindi i rispettivi proprietari sarebbero tenuti a far fronte all’esborso massimo previsto: quasi €7.500 al cambio odierno.

La Norvegia non sarebbe la prima amministrazione pubblica che si preoccupa dell’usura dei veicoli elettrici sulle strade. A dare per primi un esempio in questo senso sembrano essere stati gli americani della Georgia, che tre anni fa stabilirono una tassa annuale di $200 per i proprietari di auto elettriche per l’uso che fanno delle strade.

Quando è stata introdotta, quella tassa sulle auto elettriche era compensata dagli incentivi, ma un anno fa gli incentivi sono stati ritirati e quindi oggi i cittadini di Atlanta e dintorni che guidano una Tesla o una Bolt ripagano la cosa pubblica dell’usura che provocano alle infrastrutture come invece i proprietari di auto convenzionali fanno col pieno: una quota delle tasse su ogni gallone di carburante venduto in America finisce proprio alla manutenzione.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Tesla