Da Nvidia arriva il chip che farà volare le auto a guida autonoma

In groppa al “nuovo cavallo” Pegasus si accende la rincorsa al Livello 5 SAE della guida autonoma: e non è detto i favoriti arrivino primi…

Da mesi, da anni ormai, si legge e si sente dire che con batterie e computer diventati il cuore ed il cervello dell’automobile le cose sono cambiate per sempre per chi ha cominciato ad occuparsi di questo settore in altre ere. E forse nessuno lavora tanto intensamente e velocemente per farle cambiare, le cose, quanto il produttore di chip Nvidia.

Il suo nuovo prodotto è stato presentato oggi a Monaco di Baviera: in casa dei gruppi tedeschi dell’auto, non nella Silicon Valley. Ma è un chip che cambierà  la mobilità forse per sempre perché l’amministratore delegato Jen-Hsun Huang, presentando il nuovo Pegasus ha detto che metterà l’equivalente di un supercomputer sotto il cofano delle auto sui quali sarà montato.

Il Pegasus secondo Huang, sarebbe insomma il Sacro Graal che porterà le auto al vertice della scala SAE dell’autonomia: il Livello 5, quello in cui robo-taxi senza guidatore potranno condurre dall’inizio alla fine della corsa il passeggero o i passeggeri senza che questi debbano mai intervenire, liberi di leggere, ascoltare musica o lavorare durante il percorso. Come… in treno!

I primi esperimenti di guida autonoma, dai famosi DARPA Challenge in poi, avevano inizialmente la caratteristica di richiedere una potenza di calcolo imponente (da 50 a 100 volte più intensiva di quella presente sulle auto con dotazioni informatiche più avanzate). Una dotazione che si poteva soddisfare solo con voluminosi computer che occupavano interi bagagliai.

Il nuovo chip Pegasus è in grado di gestire oltre 320 trilioni di operazioni al secondo, ovvero dieci volte la miglior performance che il suo predecessore Nvidia Drive PX è in grado di raggiungere. Per ottenere questo risultato gli basta occupare lo spazio di un comune hard disk, dove trovano posto due chip Xavier di ultima generazione e due GPU discrete della prossima generazione.

Oggi Nvidia ha 25 clienti globali al lavoro su sistemi in grado di lavorare su robo-taxi un giorno totalmente autonomi: questi partners lavorano con le GPU superveloci CUDA, e avere come riferimenti sui veicoli chip ancora più efficienti sarà un ulteriore impulso verso il traguardo della piena autonomia in cui l’intelligenza artificiale dominerà le quattro ruote, magari però senza volante e pedali.

Dall’anno prossimo i partner potranno cominciare a lavorare sul Pegasus, e tra i partner che sono più agguerriti e che si spingono più avanti ne scopriamo uno, anzi due, a sorpresa: DHL e ZF. Il gruppo di logistica della Posta tedesca ha già messo in strada una sorprendente flotta di 3.400 mezzi elettrici basata sullo spartano ma efficientissimo Streetscooter (a cui si sta interessando per una possibile partnership anche Ford).

Dal 2018 DHL e Deutsche Post inizieranno a testare la tecnologia per la guida autonoma Nvidia, mediata dal fornitore di sistemi e componenti per l’auto ZF. E lo staff non vede l’ora di mettere le mani sui primi Pegasus… Solo la notizia di questo nuovo programma di test ha fatto muovere le azioni del gruppo di logistica di oltre il 2% sul listino odierno del DAX.

In America, a San Francisco e in California, un gruppo storico come General Motors aumenta fino a raddoppiare il numero di vetture-test che raccolgono dati per portare rapidamente i sistemi autonomi di Cruise Automation alla piena affidabilità anche nei più probanti ambienti urbani.

In Europa invece è sorprendente scoprire che nella Germania dei grandi gruppi dell’auto, sono invece compagnie di tutt’altra origine quelle che hanno meno remore a gettarsi nella mobilità senza preoccuparsi affatto dei propri quarti di nobiltà (che nell’automotive del resto non hanno). Un tempo sarebbe stato un suicidio. Ma oggi batterie e chip hanno cambiato tutto…


Credito foto di apertura: sito internet Nvidia